Motta Visconti, l’autopsia conferma l’omicidio-suicidio

Il primo a morire sarebbe stato Luigi, ucciso nel sonno con più di dieci coltellate al torace, al collo e all’inguine

E’ stata eseguita sabato mattina, all’istituto di medicina legale di Pavia, l’autopsia sul corpo di Luigi Passalacqua, 88 anni e di sua figlia Maria Grazia, 56 anni, ritrovati giovedì mattina senza vita nella loro villa bifamiliare a Motta Visconti. E i primi risultati sembrerebbero confermare la prima ipotesi dei carabinieri di Abbiategrasso, ovvero che si sia trattato di un omicidio-suicidio. Secondo l’autopsia, il primo a morire sarebbe stato Luigi, ucciso nel sonno con più di dieci coltellate al torace, al collo e all’inguine. A infierire sul padre sarebbe stata proprio Maria Grazia, che, secondo l’esame, sarebbe morta un paio d’ore più tardi. La donna si è impiccata dal balcone del primo piano usando il filo della tapparella. Alcune ulteriori lesioni che la donna aveva sui polsi e sul collo, provocate da un oggetto acuminato, non sono comunque ritenute un elemento che faccia pensare alla presenza, in casa, di una terza persona. «Non ci sono elementi indiziari per coinvolgere qualcun altro nelle indagini» spiegano fonti della Procura di Pavia, diretta da Gustavo Cioppa. A coordinare le indagini è il pm Roberto Valli.

OMICIDIO-SUICIDIO – A scoprire la tragedia, venerdì mattina attorno alle 11.30, era stata l’inquilina della famiglia Passalacqua: una donna che vive con il marito e una figlia nell’appartamento al primo piano della villa di via Adua. Mentre stendeva i panni, la donna ha notato il corpo di Maria Grazia che penzolava e è corsa a chiedere aiuto ai vicini che vivono nel palazzo di fronte. «Eravamo nel nostro giardino, quando è arrivata lei. Siamo andati insieme a vedere cos’era successo e poi abbiamo chiamato subito 118 e carabinieri» spiegano i vicini. Secondo alcune testimonianze rilasciate ai carabinieri dai famigliari, la donna ultimamente soffriva di depressione e per questo era in cura da uno specialista della zona: prendeva tranquillanti che sono stati ritrovati in casa. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato proprio il timore di non riuscire più a prendersi cura dell’anziano padre, di un’altra zia e di altre incombenze a spingere la donna al delitto. Maria Grazia non ha lasciato spiegazioni, ma in casa i carabinieri hanno trovato due lettere: una è una sorta di testamento. L’altra è una missiva in cui la donna confidava la preoccupazione del padre, nel caso lei fosse venuta a mancare.

TRAGEDIA – Non vi sarebbero, quindi, motivi economici, né la crisi alla base della tragedia avvenuta a Motta Visconti. La famiglia Passalacqua aveva gestito per molti anni una panetteria in piazzale Loreto a Milano. Dopo la chiusura dell’attività, padre, madre e figlia si erano trasferiti a Motta Visconti, nella villa bifamiliare con giardino dove è avvenuta la tragedia. Luigi e sua figlia possedevano anche altri appartamenti e un negozio a Abbiategrasso. Maria Grazia, un diploma da ragioniera, da alcuni anni aveva lasciato il lavoro da impiegata per dedicarsi alla cura dell’anziana madre, scomparsa qualche anno fa. Ora curava il padre, cardiopatico, e un’anziana zia che vive a Milano. Riservata e generosa, da anni faceva la volontaria nella sede locale della Croce Azzurra, associazione che accompagna i malati in ospedale. Mercoledì scorso le amiche l’avevano incontrata dalla parrucchiera. Giovedì, insieme al padre, alla zia Martina e a due amiche aveva festeggiato il Ferragosto in un’osteria di Rosate. La sera, aveva ricevuto la telefonata dai cugini in vacanza a Serina. «Luigi mi ha detto che avevano mangiato bene, che era tutto a posto – racconta uno dei cugini, Santino Vai, molto commosso – Noi ancora non riusciamo a crederci. Erano due persone buone e generose. E poi proprio lei che aveva rinunciato al lavoro per curare i genitori, come può aver fatto una cosa simile. Cosa le è successo? Per la nostra famiglia è una grande tragedia». «Ultimamente era dimagrita ed era molto depressa – ha raccontato invece un’amica – Ho provato ad andare a trovarla, ma non ha neppure voluto che entrassi in casa. Suo padre invece stava bene, fino a ieri girava in sella alla sua bicicletta. Nessuno si aspettava una cosa simile».

Giovanna Maria Fagnani

17 agosto 2013 (modifica il 19 agosto 2013)

Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/13_agosto_17/autospsia-motta-visconti-2222654027522.shtml