Ladri di anime

“Sì, sono un ladro di pensieri | ma non un ladro d’anime, prego”11 Outlined Epitaphs – Bob Dylan

La frase del noto cantautore e premio Nobel alla letteratura, Bob Dylan, è fuor di dubbio un punto d’inizio interessante per parlare di chi siano e cosa facciano i ladri di anime. Già da una prima lettura della citazione, l’artista pone un punto fermo sulla negatività legata al ladro di anime che – come viene ben sottolineato – è un altro concetto rispetto al ladro di pensieri, che si limita unicamente a “rubare” le idee altrui.

L’obiettivo del ladro di anime è la gratificazione dei propri bisogni, nella maggior parte dei casi a spese degli altri. Apparentemente si mostra come una persona carismatica, premurosa, rispettabile, ma in verità è molto abile nel suo agire. Inizialmente finge che tutto vada molto bene, salvo poi boicottare le azioni della vittima in forma sottile e in maniera apparentemente ingenua. Trasferisce la propria negatività sulla vittima, mostra le proprie qualità apparenti e induce l’altro a credere che se le cose non vanno è solo per sua colpa.

Il ladro attribuisce agli altri delle responsabilità e i suoi problemi sono sempre più importanti di quelli della sua vittima. Qualora quest’ultima glielo faccia notare, verrà presto accusata di egoismo.

Nel tempo la vittima, senza che se ne renda conto, si troverà sempre più sola. Progressivamente e in maniera ingannevole e infida verrà allontanata dalle persone più care, poiché sono proprio loro che possono distogliere la vittima dall’influenza negativa del ladro. Quest’ultimo, proprio per appropriarsi della personalità altrui, mette in discussione i principi, i valori e la morale sui quali si poggia il “modus vivendi” della vittima, la quale – scoprendo i propri punti più deboli – sarà facilmente ricattabile.

Passando al “modus operandi”, il ladro non affronta quasi mai in via diretta le discussioni, ma tende a scansarle, in modo tale da far sembrare sempre tutto normale. A ciò si deve aggiungere che il ladro è dedito a delle pratiche non trasparenti, volte a trasporre la propria volontà nella vittima. In altre parole, la parte debole del rapporto è in una situazione di passività che la induce a far ottenere al ladro tutto ciò che vuole, senza opporre alcuna resistenza.

Come si può notare è molto difficile riuscire a liberarsi dall’invadenza del ladro, ma per non cadere continuamente nella trappola è bene capire cosa spinge (inconsciamente) a dare a queste persone tutto questo potere. Si consideri, ad esempio, il partner dominante che in genere assume un comportamento aggressivo prevalentemente verbale: tende a monopolizzare le scelte quotidiane, annichilendo l’arbitrio dell’altro. In questo modo tende a totalizzare la propria visione e non concede alcuno spazio di autonomia all’altra persona. Molto spesso, poi, il predominio sfocia in comportamenti aggressivi nei confronti degli altri, finanche con l’assunzione di comportamenti cinici e sprezzanti in relazione ai sentimenti e alle sofferenze altrui.

anime

Sono degli artisti del raggiro. Non sono individui timidi, insicuri e a corto di parole, ma hanno difficoltà a gestire il confronto diretto. Hanno quasi sempre la tendenza a arrogarsi il diritto di occupare determinate posizioni e di “possedere” le persone, esercitando un sistematico controllo su di loro.

Tendono a ritenere che le proprie opinioni siano la verità assoluta e disprezzano, il più delle volte in maniera indiretta, cioè alle spalle, le idee degli altri. Non provano rimorsi e sono indifferenti al ferire e maltrattare gli altri. Anzi, in mancanza di reazioni, provano piacere perché in tal modo è comprovata la loro predominanza rispetto alla vittima. Per raggiungere questo scopo sfruttano, raggirano e manipolano le persone, le quali ai loro occhi rappresentano quasi degli “oggetti”. Nei casi più gravi gli atteggiamenti appena descritti possono tramutarsi nella violenza fisica contro la vittima inerte.

Per liberarsi dal ladro la vittima deve accettare che è una persona, ente o struttura, per lei importante, in cui ha riposto la propria fiducia, che è stata tradita dal suo comportamento subdolo e pervasivo. In questo contesto, può certamente aiutare il confronto col ladro poiché solitamente parla in termini generalisti. La vittima che non vuole più essere tale deve tentare di indurlo a formulare delle considerazioni personalizzate.

Se abbiamo basi solide contro l’idea che ci viene proposta, dobbiamo allora esprimere ad alta voce il nostro dissenso. A livello individuale anche con un graduale abbandono del rapporto (malato). Invece a livello collettivo, utilizzando gruppi di condivisione e adottando tutti i mezzi a nostra disposizione (radio, tv, social, manifesti, et similia). In quest’ultimo caso dovremo avere un comunicatore (sportivo, cantante, politico, attore, ente benefico, etc.) con una immagine etica riconosciuta e rassicurante.

Numerosi approfondimenti di psicologia delineano il profilo del “vampiro energetico” (che tanto ricorda quello del “ladro di anime”) come colui che risucchia l’energia vitale dell’altro per poter sopravvivere.

Ora, senza addentrarsi nelle molteplici caratteristiche di tali profili psicologici, è tuttavia certo che per non cadere o restare vittima di tali vampiri, è imprescindibile rafforzare la sicurezza in se stessiperseguire i propri obiettivi – spesso contrastanti con quelli dei vampiri – ed avere fiducia nella propria forza e nella propria persona.

Si possono sconfiggere o eventualmente aiutare questi parassiti solo dando loro il buon esempio e comportandosi con sincerità e determinazione. Al limite, basta ignorarli.

Gustavo Cioppa

Dott. Gustavo Cioppa, Magistrato già Procuratore Capo della Repubblica di Pavia e Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia.

Fonte: https://www.ilvaloreitaliano.it/ladri-di-anime/